Cigliè, il cui nome sembra indicare la sua positura
sul ciglione di alte rocce che stanno verticalmente sul fiume Tanaro, era compreso,
sotto i franchi imperatori, nel contado Bredulese.
Già del comitato Bredulese, alle dipendenze dei Marchesi di Ivrea, il
feudo appartenne poi a Bonifacio del Vasto e di Savona e divenne quindi una roccaforte
del marchesato di Ceva (citato nel 1256 con il trattato di pace con Mondovì,
dove si afferma che Giorgio I Marchese di Ceva continua ad averne la signoria).
Le terre e il castello di Cigliè (la latino Cigliarum) vengono venduti
a Guglielmo dei Borghesi (1275), sin quando i discendenti, nel 1391, lo cedono
di nuovo al Comune di Mondovì e per tale cessione Cigliè presta
giuramento di fedeltà al nuovo Comune. Passato in seguito ancora ai Borghesi
e sottomesso nel 1440 ai Marchesi di Monferrato, pochi anni dopo fu venduto a
Giacomo della Torre (1452)...