Comunità Montana Alto Tanaro Cebano Monregalese

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home Ceva

Comune di Ceva

E-mail Stampa PDF
Indice
Comune di Ceva
Mostra del Fungo
Tutte le pagine

Indirizzo: P.zza Vittorio Emanuele II, 17
Telefono: 0174/721623
Fax: 0174/701845
E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
E-mail certificata: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Sito internet: www.comune.ceva.cn.it
Popolazione: 5700
Altitudine minima: 360
Altitudine massima: 812

Con ogni probabilità, Ceva è di origine romana anche se non conserva iscrizioni o reperti che ricordino quell'epoca. Nell'imperversare delle invasioni barbariche, longobardiche e franche, Ceva per l'importanza della sua posizione, fatta sede di una piccola contea, cominciò a popolarsi.

Alla caduta dell'impero carolingio, essa era inclusa nella Marca Arduinica e rimase sotto la dominazione dei Conti di Torino fino al 1091, alla morte della Contessa Adelaide. Ceva passò poi a Bonifacio del Vasto, marchese di Savona e discendente degli aleramici che, dividendo in modo non del tutto pacifico l'eredità con Umberto II, Conte di Savoia, estese il suo dominio su vari comitati della Marca Arduinica, compreso quello di Ceva.

Nel 1125 questi nomina eredi sette dei suoi otto figli. Al quarto, Anselmo, toccò il territorio di Ceva che governò assieme ai fratelli. Solo dopo il 1170 uno dei figli di Anselmo, Guglielmo, divisa l'eredità paterna col fratello Bonifacio che diventa Marchese di Clavesana, stabilisce la sua residenza in Ceva. Il territorio soggetto alla giurisdizione dei nuovi nobili della casa Ceva si estese a poco a poco. La città attraversò così il suo momento d'oro, acquistando grande influenza e prestigio presso le corti d'Italia. Nel 1260 il marchese Giorgio I, assediato dai provenzali di Carlo d'Angiò, si vide costretto a cedere parte delle sue terre. Più tardi, nel 1295, Giorgio II, detto il Nano, riconosciuto dagli storici il più saggio e valoroso tra i marchesi di Ceva, attese a riunire in un solo dominio tutto l'antico marchesato.

Nel 1352 la città fu assediata e conquistata dai Visconti di Milano che, tre anni dopo, furono cacciati.
In seguito Ceva diventa dominio dei marchesi del Monferrato, quindi ritorna al duca di Milano, Gian Galeazzo, il quale, nel 1386, la assegna in dote alla figlia, sposa di Ludovico d'Orléans. Ceva è quindi sottomessa alla Francia ed infine, nel 1415, dopo l'invasione del marchesato e la distruzione dei castelli, compreso quello di Ceva, da parte delle truppe di Amedeo VIII, passa sotto il dominio dei Savoia.

Carlo Emanuele II con un decreto del 1651 eleva Ceva a capo di una provincia di quarantuno comuni. Carlo Emanuele III, nel 1773, assegna a Ceva il titolo di Città.

Carlo Emanuele, continuando l'opera iniziata da Emanuele Filiberto, completò la costruzione della fortezza sulla sommità della rocca che sovrasta Ceva. Nel 1796 essa resistette ai francesi di Bonaparte che l'occuparono dopo l'armistizio di Cherasco. Ne furono cacciati tre anni dopo da bande armate locali.

Nel 1800, dopo la vittoria di Marengo, i francesi la occuparono nuovamente e la smantellarono.

Durante il periodo della Resistenza, Ceva si distinse per il coraggio opposto al prepotere dell'invasore. Lungo la via del cimitero è innalzato un monumento che ricorda la fucilazione in quel luogo di 64 partigiani.

Turismo

Il Campanone

Rappresenta una delle porte che, in passato, bisognava attraversare per poter accedere a Ceva.

Inoltre fu molto importante nel 1356 perché da esso si diffusero i rintocchi che segnalarono alla città l'inizio della rivolta per cacciare i milanesi di Galeazzo Visconti. Vi è inserito un importante orologio dell'Ottocento, ancora funzionante.

I Castelli

Castello dei marchesi Pallavicino (XVI sec.) sorge su un promontorio fra due fiumi (Tanaro e Cevetta); l'insieme è composto dalla palazzina rossa, nucleo originale, e da quella bianca, più recente, immerse nel verde di un parco privato.

Chiese minori

Tra esse ricordiamo la Chiesa di S. Caterina, S. Carlo, dello Spirito Santo, della Consolata ed il Convento dei Cappuccini.

Santa Maria: era un tempo il fulcro della vita cittadina; fu ampliata nel 1584 e completata nel 1700 su un progetto di Guarino Guarini e fu terminata nel 1737 da Francesco Gallo.

La torre guelfa

Nonostante il nome, si tratta di una torre ghibellina. Essa venne fatta costruire da Giorgio Il Nano e rappresentava una delle otto porte cittadine. Ex porta del Tanaro (XIV e XVI sec.).

La rocca del forte

Sulla sommità dell'alta rupe che sovrasta Ceva sorgono i resti di una grandiosa fortificazione.

Costruita per volere di Emanuele Filiberto nel 1765, venne bombardata da Napoleone dopo il trattato di Cherasco, Essa rappresenta l'unica fortezza del sud del Piemonte a non essere piegata in battaglia. Sono ancora visibili i resti di grotte, muri e caserme, con gallerie scavate nell'arenaria.

Il teatro Marenco

Esso fu costruito nel 1861 ed inaugurato con la "Piade Tolomei" di Carlo Marenco. Cadde in rovina durante la guerra. Venne riaperto dopo i restauri nel 1975. Suggestivo l'arredo della sala ed eccezionale l'acustica, può ospitare circa 300 persone.

Il duomo

Nel nucleo storico, S. Maria del Castrum, risale al 1200. Successivamente ampliata, oggi conta tre navate ed otto cappelle laterali. Particolarmente suggestivi i marmi policromi dell'altare, gli affreschi ottocenteschi del Vigna ed il pulpito. Sulla facciata gli evangelisti e lo stemma cittadino sormontano la corona marchionale.

Il palazzo del comune

Eretto nel 1912, restaurato negli ultimi cinque anni, esso ospita la sala museale dedicata a Giuseppe Galliano e agli itinerari Napoleonici.

 



Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Ottobre 2013 10:42  


In primo piano

 

AVVISO PUBBLICO HOME CARE PREMIUM - ASSISTENZA DOMICILIARE

Il Consorzio per i Servizi Socio-Assistenziali del Monregalese (C.S.S.M.), quale Ente capofila dell’ambito territoriale temporaneamente associato con l’Unione Montana delle Valli Mongia e Cevetta Langa Cebana – Alta Valle Bormida - Servizio Socio-Assistenziale Ambito del Distretto di Ceva ha aderito all’iniziativa Home Care Premium dell’INPS Gestione Dipendenti Pubblici, che finanzia progetti innovativi e sperimentali di assistenza domiciliare in favore di persone non autosufficienti e fragili.  Questo progetto è rivolto agli iscritti all’INPS Gestione Dipendenti Pubblici (ex INPDAP), loro coniugi, e loro familiari di 1° grado in linea diretta (genitori, figli) in condizione di NON autosufficienza. La domanda deve essere inoltrata a partire dal 02.02.2015. La presa in carico, per 50 beneficiari, avverrà presumibilmente dal 1° marzo 2015 fino al 30 novembre 2015.

Per informazioni è possibile consultare il testo dell'avviso sul sito dell'INPS (clicca qui).

 

La voce “Clicca qui” collega direttamente al sito dell’INPS all’indirizzo: http://www.inps.it/portale/default.aspx?sID=%3b0%3b9653%3b9655%3b9656%3b&lastMenu=9656&iMenu=16&iNodo=9656&ipagina=1&smateria=&sareadirigenziale=&iscadenza=0&inumeroelementi=10&itipologia=2&idettaglio=51