Comunità Montana Alto Tanaro Cebano Monregalese

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Comune di Lesegno

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Indirizzo: Via Viaris, 7
Telefono: 0174/77034
Fax: 0174/77368
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Sito internet: www.comune.lesegno.cn.it
Popolazione: 83
Altitudine minima: 338
Altitudine massima: 601

Lesegno ha origini molto antiche ed il suo nome viene fatto risalire alla voce Lux Ignis, inserita nello stemma comunale, ma c’è anche chi sostiene la derivazione da Laeso Ligno cioè “legno tagliato”, per indicare una notevole estensione di boschi tagliati per far posto all’abitato. L’antico Lux Ignis dista solo 47 km da Cuneo.

Il centro è costituito da due nuclei importanti, situati uno di fronte all’altro sui rilievi della valle in cui scorre il torrente Mongia. Villa è la borgata ove hanno sede il Comune, le scuole, la parrocchiale ed il settecentesco castello, Prata è l’altra frazione, anch’essa di origini molto antiche.

Nel X sec. risulta che il villaggio di Lesegno appartenesse alla contea di Andrate, posseduta dai marchesi di Susa. Nel 1013 il marchese di Susa, Olderico Manfredi, vendette il castello di Lesegno con le sue pertinenze, un ampio tenimento e due cappelle (dedicate l’una a S. Maria e l’altra a S. Nazario) al prete Alfredo o Sigifredo. Passato al vescovo di Asti fu da questi ceduto ai marchesi di Ceva che vi ebbero giurisdizione fino al sec. XVII. Dopo alterne vicende venne eretto a Marchesato nel 1790 ed assegnato a Cesare Gaspare, marchese di Ceva e di Lesegno.

Durante l’occupazione spagnola (1649) subì gravi danni, così come pure nel 1796 per il saccheggio delle truppe napoleoniche. Anticamente i castelli di Lesegno erano tre: uno sorgeva a Mongrosso, ma fu distrutto nel 1500 per ordine dei Savoia; un secondo, eretto forse dai Saraceni e di cui restano pochi ruderi (una torre ed alcuni muri perimetrali), era conosciuto come il Castellazzo e si trovava in località San Gervasio. Il terzo castello, il più importante, sorgeva in regione Villa. L’antica fortezza era cinta da muraglioni, torri e fossati e fu possesso di parecchi feudatari. Della prima costruzione restano ancora una torre mozza, avanzi di mura ed i sotterranei. Sui suoi ruderi è stato edificato l’attuale palazzo nella prima metà del sec. XVIII. Il castello fu sede del quartier generale di Napoleone Bonaparte durante la prima campagna d’Italia nel 1796. L’imponente costruzione barocca conserva un archivio storico di notevole interesse.

La Chiesa parrocchiale di S. Antonio risale al 1400 e fu costruita nella borgata Villa ove esisteva già un oratorio. Restaurata nel 1932, annovera al suo interno opere pregevoli quale l’altare maggiore (del 1700) un prezioso ciborio (del XV sec.) ed un tempietto conservato nel battistero. Nei tempi antichi la parrocchiale era la chiesa romanica della Madonna del Lucchinetto, che si presume risalga al X sec. Oggi si trova al centro del cimitero costruito nel 1822 in loc. Prata.

Nella zona sono da ricordare la cappella di S. Nazario, la più antica, eretta nel 1207, che conserva preziosi affreschi; l’antichissima cappella di San Bernardo da Mentone, in loc. Castelletto, la cappella di San Sebastiano, parrocchia della frazione Prata, che celebra la festa patronale in settembre; la cappella di Santo Stefano in loc. Mongrosso, originaria del sec. XVII; la Madonna delle Casette, piccola chiesa eretta nel 1650: la sua festa si celebra la penultima domenica di agosto.

Turismo

Il territorio comunale è costituito prevalentemente da boschi pianeggianti che sono l’ideale per piacevoli passeggiate.

Ogni anno nel mese di luglio viene organizzata una pedalata ecologica che riscuote notevole successo e che è diventata un appuntamento fisso.

La dolcezza del paesaggio ed il clima salubre richiamano un buon turismo estivo.

Economia

Da centro prevalentemente agricolo, Lesegno sta assumendo anche importanza industriale dopo l’insediamento di una acciaieria e di altre attività nel campo della plastica ed alimentari. Le colture locali sono prevalentemente quelle tradizionali di grano, mais e foraggi, ma in alcune zone ben esposte numerosi sono ancora i vecchi vigneti di uve Dolcetto e Barbera i cui proprietari seguono i processi di vinificazione tradizionali.

Passeggiate

Il Comune di Lesegno sorge alla confluenza del Torrente Mongia col Torrente Corsaglia e si espande per un territorio di 14.38 Kmq, composto da verdi campi pianeggianti e rigogliose zone boschive collinari che variano da un’altitudine di 422 a 601 metri sul livello del mare. La conformazione dell’abitato è caratteristica poiché presenta due borghi di matrice medioevale distinti in Villa e Prata situati l’uno di fronte all’altro sui rilievi prospicienti la valle.

Il primo nucleo abitato è il più esteso ed è sede del palazzo comunale, delle scuole materne ed elementari, della Parrocchiale di S. Antonio Abate e, sul punto più alto di esso si erge il settecentesco castello dei Marchesi del Carretto. I due borghi sono tra loro molto simili sia per le caratteristiche di quell’architettura minore tipicamente locale che fa uso di pietre di fiume, malta e laterizio, presentando tetti in coppi con travatura alla piemontese, sia per il particolare impianto urbanistico a cerchio ove la via maestra compie un andamento anulare su cui si innestano i portoni delle corti ed al centro del quale si racchiude un ampio spazio verde, sede di mercato e foro boario d’altri tempi. Questa conformazione affonda le sue radici millenarie nell’ultimo Alto Medioevo, quando la piccola comunità stanziata in frazione Casette sulle rive del Corsaglia, si arroccò sulle alture della valle per difendersi da scorrerie e pestilenze. Il primo documento scritto pervenutoci riguarda l’atto di vendita al castello-fortezza, sulle cui rovine nel XVIII secolo sorse quello attuale che reca la data dell’anno 1013. Oggi Lesegno presenta ancora chiari i tratti di quel villaggio rurale che è stato nei secoli anche se la realtà industriale ha potuto affacciarvisi sin dagli anni sessanta. Le strutture sportive offrono possibilità di svago per chi volesse dedicarvisi nel tempo libero; di recente costruzione un grande campo da calcio, un campo da tennis su fondo sintetico tramutabile in campo da calcetto, un campo da pallavolo, tre campi da bocce, due parchi gioco con scivoli ed altalene di legno di ultima generazione.

Dal punto di vista naturalistico il territorio di Lesegno presenta ottime attrattive per il turismo estivo che richiama forti presenze dalle città della pianura e dalla riviera ligure. Sono molte, infatti, le possibilità di escursione in mountain bike o a cavallo e di passeggiate nel verde; suggestivo un ponte naturale scavato dal Torrente Mongia a monte, verso il confine territoriale con Mombasiglio, dove si forma un laghetto usato per la pesca facilitata. Di particolare interesse i percorsi su strade di terra che si snodano tra i fitti boschi di querce, castagni, faggi e pini battuti nella stagione autunnale da raccoglitori di funghi e castagne, mentre in quella estiva sono meta della consueta pedalata ecologica non competitiva organizzata dall’associazione locale.

Dalla Villa a Mongrosso

Partendo dalla piazza antistante il Municipio, si imbocca a sinistra via Viaris e successivamente via Roma e via Marconi per giungere alla periferia del paese dove la strada si biforca. A sinistra si raggiunge dapprima la caratteristica borgata Tetti e poi la borgata Boasso: di qui la strada prosegue fino al confine con il Comune di Mombasiglio ed oltre. A destra invece si prosegue incontrando prima la borgata Porrino, poi Mongrosso Sottano e Mongrosso Soprano (ove sorgeva uno dei tre castelli di Lesegno). Nei pressi si erge l’antica cappella di Santo Stefano (sec. XVII) che conserva ancora adiacente l’alloggio dell’”Eremita”. Da Mongrosso è possibile scendere verso la località Masentine, interessante sito ove si trova un ponte naturale sul Torrente Mongia ed un’area attrezzata con punto di ristoro.

Dalla Prata alla cappella di San Nazario

La frazione Prata, interessante per le antiche costruzioni caratterizzate dall’architettura spontanea, vale una visita per ammirare gli affreschi della cappella di San Nazario che si trova lungo la Strada Statale 28, sulla sinistra, in direzione San Michele. La chiesetta sorge nel mezzo di un prato ed è stata restaurata grazie al contributo dell’Associazione “Lesegno vive”..

Dalla Prata alle Casette

Dalla frazione Prata verso il comune di Niella Tanaro lungo la Strada Statale 28 si scende verso il Cimitero. All’interno dello stesso è situata l’antica chiesa parrocchiale di Lesegno, detta “Madonna del Lucchinetto”. Subito dopo il cimitero, si svolta a sinistra e si imbocca una strada provinciale lungo la quale sorge una chiesa campestre detta la Madonna delle Casette, eretta nel 1650 in tre fasi successive. La passeggiata prosegue lungo la strada provinciale, fino all’incrocio con la strada comunale per la località San Gervasio. Qui si trovano le rovine di un castello, eretto forse dai Saraceni, di cui restano pochi ruderi tra cui una torre ed alcuni muri perimetrali. Il luogo era conosciuto come il Castellazzo.

Dalla Villa verso Castellino Tanaro

Dalla Piazza Cristina del Carretto, antistante la parrocchiale di Sant’Antonio ed il Castello, si scende lungo via Pettiti fino a raggiungere un bivio al centro del quale sorge un pilone votivo dedicato ai Santi Pietro e Paolo. Svoltando a sinistra si imbocca la vecchia strada che collegava Lesegno a Castellino Tanaro. La strada, poco trafficata, si snoda nel verde dei prati fino a condurre alla chiesetta di San Bernardo di Mentone.

Per gli appassionati di mountain bike...

La varietà dei percorsi disponibili è sicuramente di grande soddisfazione sia per il principiante che per l’agonista incallito. La continua manutenzione dei percorsi da parte del locale VeloClub Pegaso fa sì che questi siano sempre agibili nei migliori dei modi. In un ipotetico giro accompagnato, partendo dalla piazza del paese, dopo un chilometro su strada asfaltata immettendosi in direzione Tetti si svolta a destra per 100 metri, dopo il ponte costeggiando il Rio Borio, nella sterrata che porta al “ciabot ed Bias”. Seguendo le indicazioni si arriva nel bosco della “terra rossa” e da qui la frazione Porrino. Una secca svolta a sinistra porterà sul crinale che segna il confine tra Lesegno e Mombasiglio. Questo è il crocevia nel quale si decide se proseguire per il sentiero facile oppure se “buttarsi” nel Giro di Montegrosso che si imbocca in mezzo al primo gruppo di case (variante di 5 km di difficile percorso). Ripreso il sentiero si prosegue in senso inverso sul pianoro in prossimità della frazione Boasso, dopo un’altra svolta a sinistra si entra nel folto del bosco per giungere alla frazione Tetti.

Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Settembre 2011 14:34  


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AVVISO

L'UNIONE MONTANA DELLE VALLI MONREGALESI, TEMPORANEAMENTE SPROVVISTA DI PROPRIO SITO ISTITUZIONALE, ADEMPIE AGLI OBBLIGHI RELATIVI ALL'AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE MEDIANTE PUBBLICAZIONE IN APPOSITO SPAZIO ALL'ALBO PRETORIO, CUI E' POSSIBILE ACCEDERE DALLA PRESENTE PAGINA